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Hops Driven Development

Il primo articolo: perché ho aperto il blog, cosa troverai qui e la mia personalissima metodologia di sviluppo.

Giovanni Foiani1 min di lettura
Un laptop con una barra di codice turchese accanto a un bicchiere di IPA ambrata; dalla schiuma salgono piccoli simboli di codice, con coni di luppolo sul tavolo di legno.

Questo è il primo articolo, lo scrivo per rompere il ghiaccio.

Ho aperto questo spazio per appuntare quello che imparo scrivendo software: soluzioni a problemi che mi hanno fatto perdere ore e prove andate bene (o male). Ma non è un blog solo tecnico, e ci arrivo tra poco.

E l’Hops Driven Development?

Eccoci. Negli anni ho provato diverse metodologie di sviluppo: TDD, BDD, DDD. Poi mi sono accorto di una cosa: le idee buone non arrivano quasi mai davanti allo schermo. Arrivano dopo, a portatile chiuso. Ogni tanto durante una partita di padel, più spesso davanti a una buona IPA, mentre il problema se ne sta lì a “fermentare” per conto suo.

L’ho chiamato “Hops Driven Development”. Attenzione: non è un invito a scrivere codice dopo una birra (non funziona, fidati). È solo la constatazione, poco scientifica e molto pratica, che staccare fa parte del mestiere. Il bug più testardo di solito lo risolvo lontano dalla tastiera, e torno al computer con la soluzione già pronta.

Questo blog nasce così: appunti presi al ritorno da quelle pause.

Cosa aspettarti

Articoli brevi e concreti, in italiano e in inglese. Niente pipponi teorici: dove serve trovi codice, link ai repository e qualche foto. E quando qualcosa non funziona lo racconto lo stesso, perché raccontare un fallimento spesso insegna più di una finta storia di successo.

Argomenti

Un po’ di tutto quello che mi gira per la testa. Principalmente codice: side project e idee che tenevo nel cassetto da anni e che oggi, con una mano dall’intelligenza artificiale, sono finalmente alla mia portata. Ma tra un commit e l’altro ci scappa anche la birra che provo a produrre in casa, il padel e qualsiasi altra cosa mi prenda bene sul momento.

Buona lettura. E se hai una buona birra a portata di mano, ancora meglio.

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